Colpo di frusta, risarcibile anche in assenza di radiografie

La Suprema Corte è tornata di recente ( sent.10816/2019 e ord. 10819/2019 ) sull’argomento della risarcibilità del colpo di frusta in assenza di accertamenti clinici strumentali (RX, TAC ecc) sancendo ancora una volta, sulla scia di oramai consolidata e granitica giurisprudenza (vedi https://www.assistenzalegalesinistri.it/blog/colpo-di-frusta/ ) l’irrilevanza della presenza o meno di tale prova strumentale ai fini della sua risarcibilità essendo sufficiente la visita medico-legale secondo i criteri delle leges artis.

Vincolare, infatti, alla presenza o meno dell’esame strumentale la risarcibilità del rachide cervicale, significherebbe imbrigliare il medico in paletti probatori che si porrebbero anche in palese violazione del Diritto alla Salute costituzionalmente garantito (art.32 Cost.).

Con la sentenza 10816/2019 gli Ermellini dichiarano, infatti, che  “l’accertamento medico non può essere imbrigliato con un vincolo probatorio che, ove effettivamente fosse posto per legge, condurrebbe a dubbi non manifestamente infondati di legittimità costituzionale, posto che il diritto alla salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e che la limitazione della prova della lesione del medesimo deve essere conforme a criteri di ragionevolezza”;

E’, pertanto, irragionevole sostenere che una lesione di lieve entità non esista per il solo fatto che non sia supportata dal referto per immagini “sulla base di un automatismo che vincoli, sempre e comunque, il riconoscimento dell’invalidità permanente ad una verifica di natura strumentale.”

E ancora con l’ordinanza n. 10819/2019 sottolinea che”Il rigore che il legislatore ha dimostrato di esigere – che, peraltro, deve caratterizzare ogni tipo di accertamento in tale materia – non può essere inteso, però, come pure alcuni hanno sostenuto, nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale”;

E, difatti, non si può escludere che si possa “giungere ad una diagnosi attendibile anche senza ricorrere a detti accertamenti, tenuto conto del ruolo insostituibile della visita medico legale e dell’esperienza clinica dello specialista.” che valuterà il caso clinico in base alla sua esperienza e  ai rigorosi dettami delle leges artis.