Risarcimento colpo di frusta

Cosa intendiamo per colpo di frusta ?

Il colpo di frusta è forse la più nota tra le patologie cui può essere soggetta la nostra colonna vertebrale, rientrante nelle c.d. sindromi cervicali post-traumatiche e conseguenti non solo al classico incidente stradale ma anche, ad esempio, ad una brutta caduta o ad un incidente agonistico ecc.

Il tratto cervicale viene, in sostanza, ad essere sottoposto ad un brusco movimento all’indietro del collo seguito da un repentino movimento in avanti (tipico del tamponamento ma possibile anche negli scontri frontali o laterali)  con dolorose conseguenze a livello muscolare, dei legamenti o dei nervi che non necessariamente devono manifestarsi nell’immediatezza dell’evento, potendosi  anche palesare fino ad un massimo di 48 ore dal sinistro.

L’artr 139 co. II del Codice delle Assicurazioni Private (d.lgs 209/2005) così come modificato dal D.L. n. 1/2012 c.d. decreto “Cresci Italia”,  definisce il danno biologico  come  “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, ovvero visivo, con riferimento alle lesioni, quali le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza l’ausilio di strumentazioni, non possono dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.

Le compagnie assicurative hanno fin da subito valorizzato la modifica apportata dal c.d.  decreto “Cresci Italia” all’art.139 per negare il risarcimento dei postumi permanenti conseguenti al colpo di frusta (danno biologico micropermanente pari, generalmente, al 1-2% di invalidità permanente ) subiti in seguito ad un incidente stradale, se non supportato da un esame clinico strumentale (RX, TAC, RM ecc. ) o  se non accertabile visivamente (presenza di cicatrici ecc.).

Ma la Suprema Corte ha progressivamente rivisto tale orientamento ritenendo che il rigore del legislatore del 2012 non può essere inteso nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale ma è sempre e soltanto l’accertamento medico legale eseguito secondo i crismi delle leges artis, a sancire se la lesione sussista e quale percentuale di invalidità permanente sia ad essa ricollegabile (Cass. sez. III sent.n.18773/2016)

“L’accertamento medico –sostiene, ancora, la Corte – non può essere imbrigliato con un vincolo probatorio che, ove effettivamente fosse posto per legge, condurrebbe a dubbi non manifestamente infondati di legittimità costituzionale, posto che il diritto alla salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e che la limitazione della prova della lesione del medesimo deve essere conforme a criteri di ragionevolezza.

La norma positiva… non va interpretata in questo modo, bensì nel senso, come detto, di imporre un accertamento rigoroso in rapporto alla singola patologia, tenendo presente che vi possono essere situazioni nelle quali, data la natura della patologia e la modestia della lesione, l’accertamento strumentale risulta, in concreto, l’unico in grado di fornire la prova rigorosa che la legge richiede … l’accertamento clinico strumentale sarà … con ogni probabilità, lo strumento decisivo che consentirà al C.T.U., fermo restando il ruolo insostituibile della visita medico legale e dell’esperienza clinica dello specialista, di rassegnare al giudice una conclusione scientificamente documentata e giuridicamente ineccepibile, che è ciò che la legge attualmente richiede”.

Gli Ermellini ribadiscono, pertanto, che “in materia di risarcimento del danno da c.d. micropermanente, l’art. 139” come modificato dal Decreto “cresci Italia” del 2012, “ va interpretato nel senso che l’accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali; tuttavia l’accertamento clinico strumentale obiettivo non potrà in ogni caso ritenersi l’unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita del medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto attraverso l’esame clinico strumentale».(Cass. sez. III, sent n. 1272/2018)

Orientamento ulteriormente ribadito dalla recente ordinanza n. 5820/2019 della Suprema Corte con la quale gli Ermellini, sulla scia di consolidata giurisprudenza, riaffermano che il danno provocato da lesioni micropermanenti a seguito di sinistro stradale è risarcibile anche in assenza di esami strumentali.

Alcuni tipi di lesione, infatti, non sono visibili o suscettibili di accertamenti clinico strumentali e, per questo, è essenziale l’accertamento medico legale eseguito in conformità alle leges artis, che, lungi dal dover essere “imbrigliato con un vincolo probatorio”, in contrasto, peraltro, col diritto alla salute costituzionalmente garantito (art.32), dovrà operare una valutazione secondo rigorosi criteri medico-legali  ai fini della stima delle lesioni alla persona.

Viene confermato nuovamente che il rigore che il legislatore del 2012 esigeva non deve essere inteso nel senso che la prova della lesione deve essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale ma nel voler, in definitiva, esaltare (e, al contempo, gravare di maggiore responsabilità) il ruolo del medico legale, imponendo a quest’ultimo la ineccepibile e rigorosa applicazione di tutti i criteri medico legali di valutazione e stima del danno alla persona.

Pertanto, sancisce la Suprema Corte, sarà risarcibile anche il danno i cui postumi non siano “visibili”, ovvero non siano suscettibili di accertamenti “strumentali”, a condizione che l’esistenza di essi possa affermarsi sulla base di un impeccabile e scientificamente inappuntabile criterio medico-legale.