I numeri della responsabilità medica in Italia

Quali sono i numeri della malpractice medica in Italia?

I numeri dei sinistri da responsabilità medica in Italia sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare, come si evince dall’ultimo report pubblicato nel luglio scorso da Marsh Italia che prende in esame il periodo tra il 2004 e  il 2018 (l’emergenza coronavirus, pertanto, non viene considerata) su un campione di oltre 13.500 sinistri accaduti nel settore pubblico con richieste non inferiori alle 500 euro.

La media è di un sinistro ogni 10 giorni, 35 sinistri totali all’anno per ogni struttura sanitaria pubblica, con un importo medio per sinistro liquidato superiore ai 78.000 euro, con un incidenza significativa sulla sanità pubblica dei sinistri da errore da parto, di gran lunga il sinistro da responsabilità sanitaria più caro in termini di costi, con un importo medio liquidato per sinistro di oltre mezzo milione di euro,  pur rappresentando gli stessi solo il 3,2% del totale dei sinistri analizzati.

I sinistri più diffusi di malasanità in Italia sono invece quelli derivanti da attività chirurgica pari al 35,9% del totale dei sinistri esaminati, seguiti, a netta distanza, dagli errori diagnostici (pari al 18,5%), dalle cadute accidentali (9,9%) e dagli errori terapeutici (9,3).

Dei sinistri analizzati poco meno del 40% risulta ancora aperto a fronte di oltre 60% già definiti e liquidati.

Dei sinistri liquidati la maggior parte delle transazioni è intervenuta in sede stragiudiziale (oltre il 73% senza intentare un giudizio) cui si aggiungono i casi di accordo in fase di mediazione/conciliazione (4,6%) mentre le appendici giudiziali rappresentano rispettivamente il 16,8% che sono scaturiti in un procedimento civile e il restante 5,3% in uno penale,

Le unità operative che generano più denunce di sinistro sono: l’ortopedia e traumatologia (15,6%), seguita dalla chirurgia generale (13%), dal pronto soccorso (11,8%), dall’ostetricia e ginecologia (11,1%) ed infine dalle strutture e parti comuni (6,9%)  che tutte assieme originano oltre la metà dei sinistri esaminati.

I tempi di denuncia, infine, variano a seconda del sinistro esaminato, si va dalle infezioni dove  i tempi di denuncia sono in assoluto i più lunghi (si supera il 70% dopo i primi 4 anni) agli errori terapeutici e diagnostici, in particolar modo quelli collegati a procedure invasive, che rappresentano i sinistri da malpractice medica con denuncia più rapida (oltre il 76% nei primi due anni).