Responsabilità medica da nascita indesiderata

Più volte la Suprema Corte si è pronunciato sul tema della Responsabilità Medica da nascita indesiderata.

Tra le ultime sentenze di rilievo segnaliamo la n.4738/2019 con la quale gli Ermellini hanno confermato la sentenza di condanna, già emessa dai giudici di merito, nei confronti del medico di base di una coppia di coniugi per nascita indesiderata.

Nel caso di specie, la coppia si era rivolta al medico di base della donna chiedendo che gli prescrivesse un valido farmaco contraccettivo per evitare la gravidanza,  ma lo stesso si rivelò ben presto inidoneo allo scopo tanto è vero che, poco tempo dopo, la signora era già in attesa.

In accoglimento della domanda di risarcimento danni per responsabilità medica avanzata dalla coppia di genitori, il Tribunale prima e la Corte d’Appello poi, condannavano il sanitario a risarcire il danno patrimoniale derivante dalla sua condotta, a titolo di spese per il mantenimento della minore,  in 116.237 euro più interessi legali.

A portare la vertenza de quo all’esame della Suprema Corte fu proprio il medico il quale nei primi due gradi di giudizio non solo era stato condannato al risarcimento ma, per di più, si era visto respingere la propria domanda di chiamata in manleva della propria Compagnia di Assicurazione affinchè la stessa provvedesse, al suo posto, al risarcimento danni in virtù dell’operatività di apposita polizza professionale stipulata dal sanitario.

Gli Ermellini, pur confermando la sentenza di condanna, accoglievano però la domanda di manleva del medico, non condividendo quanto deciso dai giudici di prime cure circa l’interpretazione del contratto di assicurazione stipulato dal sanitario, disponendo, al contrario, che la Compagnia di Assicurazione garantisse il medico rispetto alla sentenza di condanna che gli era stata comminata provvedendo direttamente al risarcimento dei danni.